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Author: gio23664
• sabato, luglio 10th, 2010

Le pompe di calore consumano energia elettrica, energia elettrica che può essere prodotta da un impianto fotovoltaico collocato sul tetto o nel giardino, infatti con un piccolo impianto fotovoltaico è possibile  produrre  l’ energia necessaria  per coprire i  consumi annuali della pompa di calore.

Associando una pompa di calore ad un impianto fotovoltaico azzeriamo i costi delle nostre bollette di gas e di elettricità, inoltre la nostra emissione inquinante sarà nulla.

 

L’energia del sole viene trasformata in energia elettrica e l’energia elettrica viene trasformata in caldo e freddo !

 

A parte i costi dell investimento iniziale, una soluzione che abbina una pompa di calore ad un impianto fotovoltaico realizza due straordinari obiettivi:

 

NON PAGO  più per riscaldarmi e raffrescarmi

La mia abitazione è a INQUINAMENTO ZERO.

 

 

 

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Author: gio23664
• sabato, luglio 10th, 2010

Le pompe di calore sono degli apparati che sfruttano l’ energia rinnovabile presente nell’ambiente, per incrementare la quantità di energia rinnovabile assorbità è possibile sostituire l’ unità esterna che scambia calore con l’aria, con una unità esterna che scambia con il terreno, di fatto realizzando uno scambiatore geotermico.

 

Con uno scambiatore geotermico utilizziamo l’ energia rinnovabili presente sulla crosta terrestre, questa tipologia di scambiatore ci permette di  ridurre ulteriormente i consumi elettrici della pompa di calore.

Caldoverde propone scambiatori geotermici di superfice, ad acqua o a sonde verticale.

 

Grazie alla patnership di importanti operatori nel settore geotermico possiamo soddisfare qualsiasi richiesta.

 

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Author: gio23664
• sabato, luglio 10th, 2010

La pompa di calore è un dispositivo compatto grande come un comune elettrodomestico che serve per riscaldare e rafffrescare gli ambienti oltre a produrre l’acqua calda sanitaria.

 

E’ una nuova tecnologia che di fatto sta sostituendo le caldaie a gas tradizionali.

 

A meno di un costo iniziale i vantaggi di questa soluzione sono ambientali ed economici.

 

 

 

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Author: gio23664
• sabato, luglio 10th, 2010

 Caldoverde è supportato da un numero crescente di fornitori di tecnologia, studi associati ed installatori.  Caldoverde si pone come una interfaccia unica verso il cliente in grado di aiutarlo a scegliere la soluzioni giusta e alle migliori condizioni .

 

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Author: gio23664
• sabato, luglio 10th, 2010

Seguono degli approfondimenti sul funzionamento delle pompe di calore, sugli scambiatori geotermici e sugli impianti fotovoltaici:

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Author: gio23664
• venerdì, luglio 09th, 2010

 La necessità di intraprendere la strada di una politica energetica rinnovabile è ormai sotto gli occhi di tutti. Con l’utilizzo dei sistemi a pompa di calore potrai anche contribuire a mantenere inalterato il nostro ambiente.

 

Adottando un sistema di riscaldamento a pompa di calore per la vostra abitazione, oltre a beneficiare dei vantaggi economici e gestionali, potrete distinguervi in un contesto in cui tanto si parla di sviluppo sostenibile, ma poco si fa in concreto, e potrete essere tra i primi ad adottare un sistema ecologico ormai consolidato in molti paesi d’Europa, e che rappresenta il futuro.

 

La pompa di calore è una macchina per il riscaldamento invernale ed il condizionamento estivo di edifici, e per la generazione di acqua calda. Si tratta di una valida ed ecologica alternativa alla caldaia a gasolio, gpl o metano. In natura esistono immense riserve di energia, purtroppo inutilizzabile direttamente per il riscaldamento, poiché i fluidi (aria, acqua) o i corpi (suolo) che la contengono si trovano a temperature troppo basse (per questo sono definite sorgenti fredde).

Secondo l’EPA, l’Ente per la Protezione Ambientale statunitense, non esiste oggi sul mercato un sistema di riscaldamento e di condizionamento più efficiente dal punto di vista energetico, e così efficace come le pompe di calore, in grado di ridurre le emissioni di gas serra, ed il conseguente impatto sul riscaldamento globale.

 

La pompa di calore è una macchina in grado di trasferire calore da un corpo a temperatura più bassa (sorgente fredda) ad un corpo a temperatura più alta.

La pompa di calore sfrutta un processo inverso rispetto a quello che avviene spontaneamente in natura, dovuto al fatto che viene fornita energia alla macchina, che “pompa calore”. Il principio di funzionamento che sta alla base della pompa di calore è un ciclo termodinamico chiamato ciclo frigorifero, o ciclo motore inverso , ed è analogo a quello che sta alla base di un comune frigorifero

 

Nel caso in cui si abbia sia l’interesse a riscaldare (durante l’inverno) che a raffrescare (durante l’estate), la pompa si dice “reversibile”, e realizza la duplice funzionalità di riscaldamento e condizionamento. L’efficienza di una pompa di calore è intesa come rapporto tra l’energia termica resa all’ambiente da riscaldare e l’energia consumata (parametro denominato COP: Coefficient of Performance). Gli ordini di grandezza dei COP ottenibili sono 3.0 per pompe di calore aria-acqua, 4.0 per pompe di calore a sonda geotermica, e 4.5 per pompe di calore acqua-acqua

 

L’applicazione della pompa di calore in combinazione con prestazioni di raffreddamento (p. es. per climatizzazione o per raffreddamento di celle frigorifere, piste di pattinaggio, eccetera) permette, con una sola macchina, si svolgere due compiti, risparmiando sui costi d’investimento di una seconda macchina e anche su quelli dell’energia, rispetto alla soluzione tradizionale che prevede caldaia e raffreddatore separati.Naturalmente le pompe di calore possono essere installate ovunque ci sia un recupero di calore disponibile, per esempio in impianti industriali, in processi chimici, stabilimenti alimentari, impianti di macchine utensili, ecc.

 

Un sistema di riscaldamento a pompa di calore è costituito da tre blocchi:
- sistema di captazione del calore dalla sorgente fredda (terra, acqua, aria);
- pompa di calore;
- sistema di distribuzione del calore all’interno dell’ambiente da condizionare.

 

Con le pompe di calore si può anche produrre acqua calda sanitaria, con un risparmio dell’ordine del 30% sull’arco dell’anno; quando il sistema poi funziona in modalità rinfrescamento, si può ottenere acqua calda quasi gratuitamente.

 

La pompa di calore utilizzata per il riscaldamento dell’abitazione può scaldare anche l’acqua di una piscina.

 

 

L’energia prodotta dal terreno è un’energia totalmente gratuita ed inesauribile. Questa esiste allo stato naturale nel suolo: quindi, in quanto proprietari del vostro terreno, siete proprietari della vostra sorgente di energia.
L’installazione di un sistema di captazione e di regolazione di questa energia rappresenta un investimento, e questo una volta sola.
Molto utilizzato in Belgio, Germania, Svezia e Svizzera, il riscaldamento geotermico è perfettamente adatto a climi rigidi, ed è applicabile in qualsiasi tipo di sottosuolo, ed in qualsiasi regione: mare, montagna, pianura, collina, in riva al lago, in città, ecc.

 

In un impianto di riscaldamento geotermico il sistema di captazione del calore è realizzato per mezzo di sonde o sensori geotermici, che effettuano uno scambio termico con il terreno.
Si hanno due possibili soluzioni per la posa delle sonde geotermiche o dei sensori necessari a prelevare il calore dal terreno: soluzione orizzontale o soluzione verticale. La convenienza dell’applicazione di una soluzione piuttosto che dell’altra dipende dalla valutazione di parametri ambientali, climatici, geologici, costruttivi, ecc.

 

Il calore negli strati più superficiali di terreno è costantemente rinnovato dall’apporto energetico del sole, del vento, della pioggia.

Per prelevare questa quota di calore “gratuito, naturale e rinnovabile”, si prevede la posa di sensori geotermici composti da tubi in polietilene ad alta densità, o tubi di rame con guaina in polietilene anti corrosione, nei quali circola rispettivamente acqua glicolata o fluido frigorifero ecologico. Questi vengono interrati ad una profondità dell’ordine di 0,5-1,5 metri.

 

Il fluido contenuto nei sensori geotermici a contatto con il terreno evapora, sottraendo energia termica, da trasferire come sorgente fredda alla pompa di calore, e destinata a scaldare l’acqua di riscaldamento.
A titolo di esempio, per una casa di 100 m2 sono necessari da 120m2 a 150m2 di superficie di captazione. Ad installazione eseguita, il vostro giardino sarà ripristinato: la posa dei sensori geotermici non ha alcun impatto visivo, e non altera in alcun modo la natura del terreno, nel quale è possibile piantare arbusti e coltivare fiori.
L’unico accorgimento da rispettare è che la zona di captazione non sia ricoperta da materiali duri (piastrelle, cemento) che impedirebbero lo scorrimento delle acque.

 

La Terra è in grado di fornire dell’energia termica attraverso le reazioni naturali che hanno luogo nel sottosuolo e attraverso il calore che fluisce dal centro della terra verso la superficie, mantenendo il sottosuolo a temperature praticamente costanti durante tutto l’anno, complice anche l’enorme inerzia termica. Le temperature del sottosuolo, a 100-200 m di profondità si aggirano sui 10-15 gradi circa.
La tecnica di estrazione del calore è realizzata attraverso una sonda di captazione, costituita da una coppia di tubi a U in polietilene nei quali circola acqua miscelata con antigelo ecologico, e che viene calata in pozzi, realizzati in perforazioni del diametro di pochi centimetri e invisibili dopo la costruzione, che vanno dai 50 ai 150 m di profondità, a seconda della potenza termica necessaria e della tipologia di terreno. Questa costruzione viene denominata sonda geotermica.

Nel funzionamento in riscaldamento invernale, la soluzione viene inviata nel circuito della sonda e, a contatto con il terreno più caldo, si riscalda e viene portata alla pompa di calore, che la utilizza come sorgente fredda.

In fase di condizionamento estivo il ciclo viene invertito ed il sistema cede al terreno il calore estratto dall’ambiente interno, raffrescandolo. Grazie al fatto che il terreno è a temperatura costante durante tutto l’anno, la pompa di calore mantiene sempre un’efficienza elevata di esercizio.

 

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Author: gio23664
• venerdì, luglio 09th, 2010

Con un impianto fotovoltaico di 2-3 Kw è possibile autoprodursi tutta l energia elettrica necessaria ad azionare la pompa di calore per una abitazione familiare.

 

Un impianto fotovoltaico è realizzato tramite pannelli che hanno la capacità di trasformare la luce in corrente continua, successivamente un inverter trasforma la corrente continua in alternata e la immette nella rete elettrica del cliente.

Un impianto fotovoltaico di potenza nominale uguale ad 1 Kw è formato mediamente da quattro cinque pannelli che occupano circa 8 metri quadrati di superficie.

Un impianto fotovoltaico di 1 Kw produce in un anno circa 1200 Kwh di energia elettrica.

Pertanto con un impianto fotovoltaico di 3 Kw di potenza nominale produciamo 3600 Kwh di energia elettrica che possiamo consumare in qualsiasi momento dell anno.

 

 

 

Inoltre riveceremo per 20 anni un incentivo (Conto Energia) che ci permetterà di rivederci ripagato totalmente l impianto fotovoltaico.

 

 

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Author: gio23664
• venerdì, luglio 09th, 2010

Offriamo dei pacchetti comprensivi di finanziamento al 100 per 100,  grazie a specifiche convenzioni stipulate con diversi enti finanziari.

In particolare proponiamo per questo tipo di realizzazioni un finaniamento del tipo “credito a consumo”, Caldoverde su incarico dei suoi clienti analizza direttamente la pratica di finanziamento, dando una risposta in empi brevissimi e senza nessun impegno economico.

 

Per credito al consumo si intende il credito per l’acquisto di beni e servizi (credito finalizzato) ovvero per soddisfare esigenze di natura personale (ad esempio: prestito personale, cessione del quinto dello stipendio) concesso ad una persona fisica (consumatore). Il credito al consumo può assumere la forma di dilazione del pagamento del prezzo dei beni e servizi acquistati ovvero di prestito o altra analoga facilitazione finanziaria.

Il consumatore si obbliga:

a) nel caso di dilazione di pagamento, a corrispondere il prezzo al venditore di beni o servizi alle date convenute;

b) nel caso di concessione di un prestito, a restituire l’importo concesso (capitale erogato) e a pagare gli interessi calcolati sulla base di un parametro finanziario (tasso di interesse). L’adempimento dell’obbligo di restituire il capitale e di corrispondere gli interessi avviene in modo graduale nel tempo attraverso versamenti periodici (le rate), il cui pagamento è di regola mensile. Il consumatore cui è stato concesso il prestito è inoltre tenuto a pagare le spese necessarie per la conclusione del contratto. Il TAEG (Tasso Annuo Effettivo Globale) è un indice del costo complessivo del contratto di credito al consumo.

La dilazione di pagamento del prezzo viene concessa dai venditori di beni e di servizi. Il prestito viene accordato invece dalle banche ovvero dagli intermediari finanziari; quest’ultimi, come le banche possono concedere finanziamenti in diverse forme – mutuo, credito al consumo, locazione finanziaria – ma, diversamente dalle banche, non raccolgono risparmio nella forma di depositi.

Nelle forme del finanziamento, il credito al consumo, di norma, ha una durata variabile da 12 mesi a 72 mesi e non è assistito da garanzia reale (ad esempio: pegno sul bene acquistato) o personale (ad esempio: fideiussione). Nella prassi, il contratto può essere concluso presso gli esercizi commerciali convenzionati con le banche o gli intermediari finanziari dietro presentazione di documenti, tra i quali rileva l’ultima busta paga. Il bene oggetto di acquisto viene in genere messo subito a disposizione del consumatore mentre le banche e gli intermediari finanziari possono riservarsi di accordare il finanziamento entro un breve lasso di tempo.

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Author: gio23664
• venerdì, luglio 09th, 2010

  

Il confort è qualità della vita ed è un bene irrinunciabile: pensate cosa vorrebbe dire rinunciare al riscaldamento durante l’inverno o al condizionamento durante l’estate.Però non possiamo neanche dimenticare che l’ uso massiccio delle risorse fossili crea alti costi energetici, dipendenza dai produttori di petrolio e di gas e danni irreversibili all’ambiente e alla nostra salute.

Quindi per non rinunciare ai benefici del progresso dobbiamo fare un uso intelligente dell’energia e questo significa un massiccio ricorso alle energie rinnovabili per sfruttare quell’energia gratuita e pulita che il sole invia quotidianamente sulla terra e che è presente nell’aria, nel terreno, nell’acqua.

Questa energia è pronta e utilizzabile per il confort delle nostre case, degli uffici dei centri commerciali degli ospedali eccetera.

La tecnologia delle pompe di calore si basa sull’utilizzo dell’energia rinnovabile presente nell’ambiente; è una tecnologia rispettosa dell’ambiente e può dare un grosso contributo alla riduzione dei consumi e delle emissioni di CO2.

 

Questi sistemi hanno una efficienza altissima: la pompa di calore infatti  richiede generalmente solo circa il  25% di energia ausiliare  (elettrica o gas) per generare il 100% di energia termica per la climatizzazione.E’ una tecnologia matura, disponibile sul mercato con soluzioni adatte a tutte le esigenze.

Esistono quattro tipi fondamentali di Pompe di calore, il primo termine si riferisce al fluido esterno (aria,acqua o suolo) con il quale la pompa di calore può scambiare per prelevare il calore . Il secondo termine si riferisce al fluido interno (aria o acqua) al quale la pompa di calore trasmette il calore prelevato all’esterno. Le pompe di calore possono essere alimentate sia con energia elettrica che con gas.

 

POMPE DI CALORE ARIA – ARIA   A questa tipologia appartengono i sistemi monoblocco o split, formati da una unità esterna che scambia calore, prelevandolo o cedendolo, con l’aria esterna e trasporta detto calore attraverso le tubazioni del refrigerante nei vari ambienti con uno o più diffusori interni. L’unità interna può essere anche del tipo canalizzabile ed in questo caso il alore sarà trasportato non attraverso tubazioni del refrigerante , ma con canali d’aria che possono raggiungere ogni ambiente interno.

 

POMPE DI CALORE ARIA – ACQUA   A questa tipologia appartengono i sistemi “idronici” con sorgente esterna aria. Sono i “refrigeratori d’acqua a pompa di calore” e si differenziano dagli aria/aria perché riscaldano o raffreddano “acqua” contenuta in un circuito “idronico”, che trasporta il calore nei terminali posti nelle varie zone da climatizzare Terminali quali “fan coils” e “pannelli radianti” possono funzionare in maniera ottimale con le basse temperature tipiche delle pompe di calore.

 

POMPE DI CALORE ACQUA – ACQUA   Questa tipologia sfrutta il calore contenuto nell’acqua, che può essere: Ø Acqua superficiale: fiumi laghi, mare Ø Acqua di falda Il calore prelevato dall’acqua esterna viene trasferito ad un impianto idronico interno ,che trasporta il calore nei terminali posti nelle varia zone da climatizzare. Fan coil e pannelli radianti sono i terminali adatti a questa tipologia di pompa di calore. Problemi: Non sempre sono disponibili falde acquifere o non sempre è permesso emungerle. E’ necessario rispettare i regolamenti locali per disporre delle acque di falda.

 

POMPE DI CALORE SUOLO – ACQUA   Questa tipologia sfrutta il calore geotermico del suolo; a tal fine vengono utilizzati collettori di scambio calore orizzontali o verticali. Il calore prelevato dal terreno viene trasferito ad un impianto idronico,che trasporta il calore nei terminali posti nelle varia zone da climatizzare. Fan coil e pannelli radianti sono i terminali adatti a questa tipologia di pompa di calore Possono essere a:
Collettori orizzontali: sono serpentine con circolazione forzata di acqua glicolata, interrate orizzontalmente a profondità non eccessiva. Scambiano con il terreno circostante il calore da portare alla pompa di calore.
Oppure a:
Collettori verticali. È necessitano di un pozzo più o meno profondo, nel quale inserire le tubazioni di acqua glicolata che scambiano il calore con gli strati profondi del terreno sottostante.

 

UN UNICO IMPIANTO  I sistemi a pompa di calore hanno un altro grosso vantaggio rispetto ai sistemi tradizionali: avendo un circuito reversibile, con un unico impianto è possibile soddisfare le esigenze della climatizzazione invernale ( riscaldamento) e della climatizzazione estiva (condizionamento). E una tecnologia avanzata che mette a disposizione dei tecnici varie soluzioni impiantistiche adatte a tutte le condizioni climatiche e di utilizzo : case unifamiliari, condomini, centri commerciali, palazzi uffici, ospedali, scuole ecc.

 

VANTAGGI ECONOMICI
L’investimento costituisce un aspetto importante di questa tecnologia. I parametri di spesa variano a seconda della tipologia di impianto e, dovendo fare una stima, possiamo dire che la spesa per realizzare un impianto a pompa di calore a ciclo annuale è di circa il 20% superiore alla spesa per realizzare un impianto tradizionale con caldaia e condizionatore e il recupero del maggior investimento avviene entro i 3-4 anni; poi per tutti gli altri anni c’è un risparmio notevole dei costi di gestione.

 

Il confronto con gli altri sistemi: caldaia con pompe di calore elettriche

Fatta 100 la domanda di servizio richiesta per la climatizzazione, con i sistemi a combustibili fossili si impiega il 117,6 di energia primaria, mentre con le pompe di calore (in questo esempio quelle elettriche),l’energia primaria impiegata è paria 65,8 con un risparmio del 44%

L’efficienza delle pompe di calore ha ancora ampi margini di miglioramento (pompe di calore elettriche con COP 4 sono già disponibili sul mercato; quindi i margini di risparmio possono ancora aumentare.

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Author: gio23664
• giovedì, luglio 08th, 2010

Risparmio energetico e detrazione fiscale

 

Una grande opportunità per le pompe di calore è data data dalla detrazione fiscale del 55%, sì allo sconto anche se la pompa di calore ad alta efficienza non sostituisce l’intero impianto di riscaldamento.

Si può procedere alla detrazione fiscale del 55% prevista per gli interventi di riqualificazione energetica anche quando la pompa di calore ad alta efficienza non sostituisce ma integra il vecchio impianto di climatizzazione invernale.

 

pompa di calore

 

 Le condizioni sono che l’intervento, effettuato a partire dal periodo di imposta in corso al 31 dicembre 2008, comporti una riduzione dei consumi in linea con i valori stabiliti dal decreto 11 marzo 2008 del ministero dello Sviluppo economico e che il risparmio sia riferibile all’edificio considerato nel suo complesso.
Questa in sintesi la risposta dell’agenzia delle Entrate, espressa con la
risoluzione n. 458/E, all’interpello di un’impresa che distribuisce sul mercato italiano impianti di climatizzazione per conto di un gruppo, di cui essa stessa fa parte, facente capo a una società straniera.

L’istante ha intenzione di effettuare, presso gli immobili dove svolge la propria attività – detenuti con contratti di locazione – lavori finalizzati alla riduzione dei consumi energetici operando modifiche agli impianti di riscaldamento già esistenti.
In sostanza, vuole sostituire alcune unità terminali del riscaldamento autonomo primario (radiatore o fan coil) e la vecchia pompa di calore del sistema di riscaldamento primario (mantenendo la caldaia autonoma esistente), con una pompa di calore ad alta efficienza. Precisa che utilizzerà principalmente beni prodotti dalle consociate del gruppo.

L’impresa, esposti i fatti, chiede se può usufruire del trattamento fiscale agevolato previsto per gli interventi volti al risparmio energetico, considerati i lavori effettuati e la provenienza dei manufatti utilizzati.

La norma in questione, introdotta dalla Finanziaria 2007, è stata prorogata fino al 2010 dalla Finanziaria 2008, che ha esteso, tra l’altro, l’applicabilità del beneficio alla sostituzione degli impianti di riscaldamento con pompe di calore ad alta efficienza e con impianti geotermici a bassa entalpia, non menzionati dalla passata disciplina.
Lo speciale regime appare applicabile, quindi, secondo la norma, esclusivamente agli interventi che sostituiscono integralmente, con pompe di calore ad alta efficienza, i vecchi sistemi: nulla da fare in caso di semplice sostituzione di “alcune unità terminali” ovvero della “vecchia pompa di calore a riscaldamento integrativo“.

  

Da una prima lettura dei fatti, quindi, il caso descritto nell’interpello non sembrerebbe rientrare nei criteri stabiliti dalla Finanziaria 2008. Tuttavia, l’agenzia delle Entrate chiarisce che la norma agevolativa introdotta per incentivare opere di riqualificazione energetica riconosce originariamente il diritto alla detrazione non per la tipologia del lavoro effettuato, ma in base al risultato finale. Ha ragione quindi l’istante a ritenere applicabile all’ipotesi prospettata nel suo interpello il beneficio fiscale.

Sì alla detrazione del 55%, quindi, anche se la pompa di calore ad alta efficienza integra solamente il vecchio climatizzatore invernale, a condizione però che i lavori portino a un effettivo risparmio dei consumi e che la diminuzione del fabbisogno energetico ricada sull’intero edificio e non sulle singole unità immobiliari.
Lo stesso parere era del resto già stato espresso dalle Entrate con la circolare n. 36/2007.

Per quanto riguarda il primo quesito, quindi, secondo i tecnici delle Entrate, nulla osta affinché l’impresa usufruisca della detrazione del 55% fino a un massimo di 100mila euro. Ininfluente, la categoria catastale del fabbricato e se l’immobile è detenuto o posseduto dal soggetto che richiede la detrazione.

Passando al secondo quesito, non è di alcun ostacolo alla fruizione del beneficio la circostanza che i materiali utilizzati provengano direttamente dalle consociate: essenziale è che esse siano residenti in uno degli Stati appartenenti alla white list (articolo 168-bis del Tuir) e che il prezzo pattuito sia equiparabile al valore normale di mercato (articolo 9, comma 3, del Tuir).

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